Il ruolo del medico competente

L’attività del medico competente, soprattutto nella visione delle più recenti disposizioni in materia di medicina del lavoro, è ampia ed inserita in numerosi contesti aziendali.

Non è quindi limitata alla sola esecuzione delle visite mediche, anche se queste rappresentano un momento importante di contatto diretto con i singoli lavoratori. Tali controlli medici, nella definizione classica della medicina del lavoro, vanno intesi come prevenzione secondaria, in quanto hanno lo scopo di evitare che eventuali agenti nocivi o prassi errate, non determinino uno stato di malattia, o che una tecnopatia venga individuata in modo precoce.

Il medico competente si occupa anche di quella che è definita prevenzione primaria che è rappresentata da tutte quelle azioni utili ad evitare al lavoratore l’esposizione del lavoratore agli agenti nocivi o evitare lo svolgimento di pratiche corrette che potrebbero condurre ad una tecnopatia. Poiché tale prevenzione non può essere totale, si rendono necessarie le visite mediche  che hanno lo scopo di valutare in modo oggettivo la compatibilità tra l’esposizione ai vari fattori di rischio e lo stato di salute dei lavoratori.

Date queste premesse, le visite mediche preventive e periodiche, non vanno viste come una eventuale selezione di soggetti più capaci o resistenti, né come attività atte a tutelare interessi estranei al lavoratore.

In quest’ottica il ruolo che la legge riserva al medico competente, si esplica anche in fase preventiva: nella valutazione dei rischi e nella partecipazione del medico alla riunione periodica annuale, obbligatoria per aziende con più di 15 lavoratori, nella quale si fa il punto dell’attività aziendale in materia di sicurezza dei lavoratori.

Sorveglianza sanitaria

Scopo delle visite e risultati

Gli scopi principali della sorveglianza sanitaria sono:

a)    Identificare eventuali condizioni negative di salute in uno stadio precoce al fine di prevenire un ulteriore aggravamento, soprattutto se correlato all’attività lavorativa;

b)   Identificare i soggetti portatori di condizioni di ipersuscettibilità, per i quali vanno previste misure protettive e più cautele rispetto agli altri lavoratori;

c)    Contribuire all’accuratezza della valutazione del rischio collettivo ed individuale;

d)   Verificare nel tempo l’adeguatezza delle misure di prevenzione adottate nei luoghi di lavoro;

e)    Raccogliere dati clinici per operare confronti tra gruppi di lavoratori nel tempo e in contesti lavorativi differenti;

Quali sono i giudizi che possono essere espressi dal medico competente a seguito dell’esecuzione delle visite? In base alle risultanze delle visite il medico esprimerà uno dei seguenti giudizi:

a)    Idoneità alla mansione;

b)   Idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;

c)    Inidoneità temporanea alla mansione;

d)   Inidoneità permanente alla mansione.

Il medico esprime tale giudizio per iscritto dandone copia al lavoratore e al datore di lavoro. Nei casi di giudizio di inidoneità temporanea saranno precisati i limiti temporali di validità della prescrizione.